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Sono sempre di più gli italiani che s’indebitano, mentre i tassi di interesse applicati dagli istituti di credito aumentano del 19,50% rispetto al 2007.
“Il mercato del finanziamento sta subendo un’evoluzione”, “sta diventando una forma di gestione del proprio ‘portafoglio’ per programmare tutte le spese importanti”. Dalla macchina ai mobili per la casa, dall’istruzione dei figli ai viaggi e alle vacanze, dalle cure mediche al matrimonio. “Perché il ricorso al credito è un risultato della modernità e dei cambiamenti radicali delle tendenze di consumo” e “non è un semplice indicatore di maggiore povertà, ma ha un ruolo fondamentale nella crescita economica del nostro Paese”.
E rispetto al 2007, le famiglie italiane si indebitano di più, con una crescita dei prestiti personali sottoscritti per varie finalità pari al +1,4%. Il valore complessivo erogato è pari a circa 60,7 miliardi di euro, dei quali il 35% è rappresentato dai prestiti personali. È quanto emerge dai dati raccolti dall’Osservatorio Assofin e relativi al 2008.
I tassi di interesse applicati ai finanziamenti ai privati concessi dalle banche, aumentano. Rispetto a marzo 2007, infatti, il Taeg, cioè il tasso di interesse complessivo applicato ad un finanziamento, è aumentato, in media, del 19,50%, passando da quota 9,6387% di due anni fa all’attuale 11,52%. L’incremento non è in linea con l’andamento ribassista dei tassi Bce ed Euribor a cui sono agganciati gli interessi percentuali. Rispetto al 2007, infatti, il tasso Euribor a 3 mesi, è calato da quota 3,856% all’attuale 1,354% (media del 4 maggio 2009), mentre lo spread applicato al tasso di interesse del finanziamento, cioè la percentuale di guadagno della banca, ha subito un aumento pari a ben il +75,77%, passando dal 5,78% medio di marzo 2007 al più consistente 10,16% registrato a maggio 2009.
“Il motivo è che la crisi finanziaria internazionale ha determinato delle tensioni sia sul costo della raccolta per le operazioni di medio-lungo termine, sia sul rischio di credito. Entrambe queste componenti rappresentano un costo e assorbono una parte dello spread applicato al cliente. “E’ chiaro dunque che quando questi costi aumentano è necessario ricercare nuovi punti di equilibrio”.
Tuttavia, negli ultimi due anni molte cose sono cambiate sul fronte prestiti. Tre le maggiori novità: i tassi di interesse, la durata massima del piano di rientro, la soglia massima erogata.
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