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La BCE taglia ancora i tassi |
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Continua discesa del Tasso Bce, che dopo l’ultimo intervento del Consiglio Direttivo della Banca di Francoforte si assesta ad un tondo 1% (per la settima volta consecutiva). Ma a esultare sono solo le banche, tra tassi attivi di conti correnti e di deposito che si riducono e rate di mutui gravate da spread sempre più alti.
Lo aveva già anticipato Trichet, il Presidente della Banca Centrale Europea, poco più di un mese fa, in occasione dell’ultimo taglio al saggio di sconto operato lo scorso 2 aprile, portandolo a quota 1%. Il minimo storico finora registrato dal 1999, da quando cioè la Banca Centrale Europea ha iniziato a gestire la politica monetaria dell’Eurozona. Sembra che la discesa dei tassi non abbia raggiunto il fondo. “I tassi ora sono appropriati ma non abbiamo deciso che l’attuale livello sia il minimo possibile” ha confermato Trichet a margine della conferenza stampa, e ha aggiunto “stiamo ancora attraversando un grave rallentamento economico”. A giungo si vedrà.
E cattive notizie sono in agguato anche per i mutuatari, di norma favoriti dal taglio dei tassi ai quali sono indicizzati gli interessi dei loro mutui ma che, stavolta, non potranno tirare un sospiro di sollievo. Perché quando il tasso precipita, c’è lo spread, cioè il guadagno della banca, ad incidere sulla rata mensile. E prontamente viene rivisto al rialzo, per controbilanciare la rata che si riduce. Da un’indagine, infatti, emerge che da ottobre 2008 a marzo 2009 lo spread applicato dalle banche è cresciuto in media del 24,07%, passando dall’1,08% al più significativo 1,34% medio. E mentre il Bce segna il minimo di sempre a quota 1% e l’Euribor a 3 mesi, quasi allineato, non supera la modesta quota del 1,33%, chi ci guadagna è ancora la banca.
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