Tregua Tassi

L'Abi prevede una tregua dei tassi per tutto il 2008


Tregua sui tassi per tutto il 2008. La prevede l'Abi, l'associazione italiana delle banche, che manda così un messaggio ad aziende e famiglie:

i costi di affidi e mutui nei mesi a venire non dovrebbero discostarsi di molto da quelli attuali. Nell'Eurozona, ha scritto l'ufficio studi dell'Abi, «le ultime stime indicano, sia per la fine del 2007 che per l'intero 2008, il permanere di un orientamento di politica monetaria neutrale da parte della Bce con il tasso di riferimento fermo al 4%». Nella stima precedente il tasso di policy della Bce era previsto al 4,5% quest'anno e al 4,75% nel 2008. In assestamento, continua il rapporto, è attesa anche l'intera struttura dei tassi bancari in Italia.

Certo, da giugno in avanti le cose sono andate ben diversamente, colpa della crisi del credito scatenata dall'emergenza dei mutui subprime americani, che ha messo la parola fine alla stagione del denaro facile. A settembre il tasso medio ponderato sui prestiti alle famiglie e alle imprese è aumentato al 5,98% con un lieve incremento di 10 punti base rispetto al mese precedente. Lo si legge nel rapporto mensile dell'Abi che rileva come il risultato sia un riflesso delle indicazioni della politica monetaria della Bce. Nell'ultimo anno in particolare, a fronte di un aumento dei tassi di 100 punti base, il tasso medio sui prestiti è salito di 80 punti base.

Quanto ai mutui, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie elaborato dall'Abi è aumentato, come riflesso delle indicazioni di politica monetaria della Bce - al 5,98%, 10 punti base al di sopra di quanto segnato in agosto. Nel periodo settembre 2006-settembre 2007, a fronte di un aumento dei tassi di policy di 100 punti base, il tasso medio sui prestiti è aumentato di 80 punti base.

Più in generale la raccolta delle banche italiane ha registrato in settembre (una tendenza che continuerà, data la dsebolezza del Pil) una lieve decelerazione con un tasso di crescita tendenziale del 6,3% contro il +6,9% di agosto e il +7,8% di un anno prima. Secondo le prime stime dell'associazione bancaria, la raccolta totale a fine settembre era di 1.214,5 miliardi, mentre lo stock è aumentato di circa 71,5 miliardi nel corso dell'ultimo anno. Più dinamici gli impieghi che mostrano una lieve accelerazione in settembre con un +10,7% tendenziale (+10,6% in agosto e +10,9% un anno prima), confermando gli alti livelli raggiunti nella prima parte del 2007.

Le sofferenze al netto delle svalutazioni del sistema bancario italiano si sono situate, a fine luglio, a 16.583 milioni, 533 milioni in più rispetto a giugno e 478 milioni in più rispetto a un anno prima, con una variazione tendenziale di +3% (-15,8% un anno prima). Il rapporto sofferenze nette/impieghi si è collocato in luglio all'1,17% contro l'1,26% di un anno prima.

Corrado Faissola, presidente dell'Abi, è intervenuto sulle delicate questioni dell'esposizione su mutui subprime e derivati. Quest'ultima emergenza ha tenuto banco in estate con la crisi di Banca Italease ed è riesplosa dopo la trasmissione Report di domenica duranta la quale è stata trattata l'esposizione monstre di molti enti locali e la condotta di Unicredit.

Faissola ritiene che sui prodotti derivati, anche quelli rischiosi al centro dei casi Italease e Unicredit, la competenza sia «delle singole banche». Sul mercato «operano i diversi intermediari che nel rispetto nelle norme di leggi e delle loro policy collocano dei prodotti che hanno una natura assolutamente normale, dei prodotti che di per sè non presentano assolutamente alcuna controindicazione di carattere generale».

Interpellato a margine del comitato esecutivo dell'Abi, di fronte a chi gli chiedeva un giudizio sui prodotti collocati da Banca Italease e Unicredit, Faissola ha replicato: «Non sono a conoscenza dei prodotti». Ma ha visto la trasmissione Report andata in onda su Raitre domenica? «No, non l'ho vista perchè ero all'estero» ha replicato il presidente dell'Abi dicendo però di aver letto gli articoli sui giornali seguiti alla messa in onda.

A proposito dei mutui ad alto rischio, invece, Faissola ha ribadito che «la situazione è quella che è stata data nelle semestrali. Il sistema Italia è sostanzialmente indenne da impatti diretti dei subprime americani». Banca d'Italia «sta già raccogliendo» i dati sull'esposizione delle banche italiane e «i dati delle trimestrali, evidenzieranno se ci sono posizioni diverse da quelle finora dichiarate, cosa che io escludo in linea di principio - ha concluso Faissola - in maniera categorica e assoluta».