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La BCE lascia i tassi invariati all'1%. |
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Il costo del denaro nell'area dell'euro resta inchiodato al minimo storico dell'1 per cento. La decisione, in linea con le attese, è giunta dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea, che oggi ha tenuto la sua prima riunione di inizio mese presso la sede di Francoforte.
Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento resta quindi
all'1 per cento; il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali resta all'1,75 per cento, mentre il tasso che la stessa Bce pratica sui depositi di breve termine che detiene per conto delle banche commerciali resta allo 0,25 per cento.
Sebbene il percorso di ripresa imboccato dall'economia abbia trovato nuove conferme nei dati delle ultime settimane, proprio oggi Eurostat ha riferito di un rimbalzo positivo dell'1 per cento sulla produzione industriale di novembre, diverse incognite permangono sulle prospettive dei mesi futuri. La crescita dell'area euro potrebbe avanzare a rilento, e intanto la disoccupazione continua ad aumentare. L'inflazione resta a livelli ben inferiori alla soglia obiettivo della Bce.
Nelle previsioni aggiornate diffuse il mese scorso, la Bce stima che sul 2009 il Pil complessivo dei 16 paesi dell'area euro abbia segnato un calo del 4 per cento circa. Per il 2010 i tecnici dell'Eurotower prevedono una dinamica tra la quasi stagnazione, più 0,1 per cento, e un più 1,5 per cento. Nel frattempo, dopo i minimi negativi toccati nel 2009 l'inflazione viene prevista a livelli "sommessi", al di sotto del limite-obiettivo della stessa Bce: caro vita inferiore ma prossimo al 2 per cento sul medio termine.
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